Si è svolto a Milano il primo OST sulla MEDIAZIONE


Quali opportunità e quali criticità nel futuro della mediazione?
In un posto appartato e tranquillo, a pochi metri dal trafficato Corso Buenos Aires di Milano, un gruppo di persone decide di passare un’intera domenica a cercare di immaginare il futuro della mediazione. Come questo sia possibile, si capisce solo pensando alla passione per la mediazione che muove ogni partecipante come qualcosa che dà valore e arricchisce la vita di orizzonti nuovi.


Smessi gli abiti di ogni giorno, quelli da lavoro e quelli mentali, siamo entrati nell’Open Space. Non ho parole migliori per descriverlo, di quelle usate dai partecipanti stessi. L’OST Mediazione è stato un contesto produttivo ma rilassato, dove il dialogo fruttuoso alla pari, unito allo spirito degli organizzatori, ampiamente condiviso dai partecipanti, ha generato una sinergia di gruppo ed una potenza creativa che raramente si ha l’occasione di sperimentare con uguale intensità.
L’Open Space Technology è indicato per molte circostanze, ed è particolarmente adatto per affrontare le questioni relative alla mediazione, per le quali occorre liberarsi dagli schemi e al contempo restare con i piedi per terra, astenersi dal giudizio e contemporaneamente tendere ad una soluzione concreta.
Ogni mediatore ed ogni appassionato di mediazione dovrebbe conoscere ed applicare l’OST come uno strumento in linea con la mediazione, come un tassello della tecnologia della pace per praticare la mediazione e la pace quanto più è possibile. Nell’OST la partecipazione e la responsabilità sono due facce della stessa medaglia  e così dovrebbe essere anche nella mediazione.
Negli ultimi anni e soprattutto di questi tempi, in Italia, abbiamo visto come la mediazione sia stata sovente affrontata con metodi impositivi. Qualcuno sostiene che fosse necessario, che fosse solo il primo passo per promuovere la mediazione. Forse. Può anche darsi. Ma è certo ed urgente che si comprenda che alla mediazione si arriva attraverso un metodo e delle modalità di mediazione.
Non si ottiene la spontaneità a bastonate, non si insegna la gentilezza a sberle e non si persegue la mediazione se non con un metodo congruo  alla mediazione stessa. Ecco perché abbiamo pensato, progettato, organizzato e “partecipato” questo OST Mediazione.

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