La Commissione Europea sulla proposta del mediatore, onerosità e termini della mediazione


Il servizio giuridico della Commissione Europea ha inviato alla Commissione stessa delle note scritte sulla domanda di pronuncia pregiudiziale formulata dal Giudice di Pace di Mercato San Severino ai sensi dell'art. 267 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea vertente sull'interpretazione della Direttiva 2008/52/CE del Parlamento Europeo relativa a certi aspetti della mediazione in materia civile e commerciale alla luce dell'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.
Secondo il Giudice rimettente, le sanzioni previste dall'Art. 13, comma 1 e dall'art. 8, comma 5, ultimo periodo del D. Lgs. 28/2010 incidono sul diritto delle parti ad un ricorso giurisdizionale come garantito dal Diritto dell'Unione.
Il Giudice di Pace di Mercato San Severino rileva inoltre un "ritardo sostanziale" nell'introduzione dell'azione di fronte al Giudice a causa del termine di quattro mesi previsto dall'art. 6, comma 1 D. Lgs. 28/2010 che non sarebbe in linea con il criterio della durata stabilito dalla sentenza della Corte di Giustizia del 18 marzo 2010 (cause riunite C317/08 - 320/08 Alassini) incidendo negativamente sul diritto di accesso alla giustizia.
Nell'ordinanza di rimessione vi sono poi alcune osservazioni sul costo del procedimento di mediazione che in taluni casi arriverebbe ad essere persino il doppio del costo di un procedimento giurisdizionale di pari valore.

PROPOSTA DEL MEDIATORE


La Commissione censura la tanto controversa proposta del mediatore nei casi in cui l'esperimento del tentativo di mediazione è previsto quale condizione di procedibilità ex art. 5, 1 comma D. Lgs. 28/2010 in quanto si verificherebbe una "coercizione a conciliare" in virtù dell'incidenza del meccanismo risultante dal combinato disposto degli artt. 11 e 13 del D. Lgs. 28/2010.
Il punto critico non è individuato nell'obbligatorietà della mediazione. Infatti, prosegue la Commissione, come nel caso del tentativo obbligatorio di conciliazione stragiudiziale in materia di reti e servizi di telecomunicazioni per il quale si è adottato il criterio della non manifesta sproporzione tra l'obbligatorietà del tentativo di conciliazione ed il perseguimento di fini di interesse generale di una definizione più spedita e meno onerosa delle controversie nonché del decongestionamento dei Tribunali, così per la mediazione obbligatoria la Commissione ritiene che valgano le stesse considerazioni.
E' invece la combinazione dell'obbligatorietà con il meccanismo sanzionatorio legato alla proposta del mediatore che, avendo un effetto coercitivo sulla volontà di mediare nonché deterrente sull'accesso al giudizio, che pone in dubbio la proporzione tra la misura adottata e gli obiettivi perseguiti.
RISPOSTA AI QUESITI
La Commissione dà pertanto parere favorevole rispetto alla possibilità di sanzionare la parte che ingiustificatamente non si presenti in mediazione e risponde positivamente anche sul termine di quattro mesi previsto come durata massima del procedimento di mediazione.
Non dà invece il nulla osta in materia di onerosità della mediazione obbligatoria e circa le sanzioni previste anche nei casi di mediazione obbligatoria per la parte che si ritroverebbe coartata a mediare o a disertare il ricorso al Giudice.

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