Medi(t)azione, la tecnologia yoga al servizio della mediazione

Vi propongo qui di seguito la trascrizione di una conversazione che ho avuto con Cinzia Pandiani sulle lezioni di yoga che lei ha tenuto per l'Associazione In Media.


Francesca
Una sera, durante uno dei mediaperitivi che In Media organizza regolarmente, tu Cinzia sei venuta da me con un foglio in mano e mi hai detto: "Mi piacerebbe fare qualcosa con lo yoga, la meditazione e la mediazione" e mi hai dato il tuo foglio con la bozza  di quel che poi sarebbe diventato Medi(t)azione, la tecnologia yoga al servizio della mediazione.
Non ricordo esattamente cosa io ti abbia risposto sul momento, ma sicuramente avrò alzato le sopracciglia e aggrottato la fronte, perché - e questo me lo ricordo benissimo - non ero sicura di capire cosa tu mi stessi dicendo.

Cinzia
Beh, effettivamente era una cosa nuova, mai vista prima: meditazione, yoga e mediazione assieme.


Francesca
Sai, di questi tempi si parla molto di mediazione civile e commerciale, del Decreto 28, degli organismi di mediazione, di caucuses, di verbali. La tua mi è sembrata un'idea così poco ortodossa che...

Cinzia
Rompe gli schemi!

Esatto! Rompe gli schemi!
Devo dire però che non è questo il fatto che mi ha convinto a proporre le tue lezioni.

E cosa ti ha convinto?

 E' stato quando ti ho chiesto qual era il legame che tu vedevi tra la tua pratica yoga e il fatto di essere una mediatrice, quando mi hai detto che non c'era una sola cosa dello yoga che non ti fosse tornata utile in mediazione e, viceversa, non c'era un solo aspetto della mediazione rispetto al quale la tua pratica yoga non potesse essere una risorsa. Questo mi ha convinto: il fatto che tu avessi una storia e un'esperienza di ciò che stavi proponendo e che volessi condividerla con gli altri.

Io non Ti ho mai raccontato che alcuni anni fa, dopo aver praticato yoga da oltre cinque anni e con una formazione giuridica e pratica professionale nel medesimo settore, sentivo l' esigenza di unire le due anime (il significato del termine yoga è 'unione') e mi è stata offerta l'opportunità disperimentare entrambe le esperienze nella Mediazione. È per questo che a me non sembra strano, mi sembra naturale. Ho capito che non appare così ovvio per gli altri.

Devo anche dirti, meglio, confessarti un'altra cosa. Ci sono poche cose più lontane da me, per come sono fatta, per la mia formazione culturale e per la mia estrazione sociale, ci sono poche cose più lontane da me dello yoga. Come dire... Lo yoga ed io siamo proprio due cose diverse!

Benissimo, rompi lo schema e vieni a fare yoga!
Voglio farti un esempio: pensa a tutte quelle persone che fanno fatica a fare yoga scalzi, che quando arrivano dicono: "io le calze me le tengo." Hai presente?


Sì, ma cosa c’entra il fatto che faccio il mediatore con il fatto che non riesco o non voglio togliermi le calze per la lezione di yoga?

Se non riesco a togliermi le calze fuori casa, come potrò abbandonare le tue abitudini mentali, di pensiero per entrare e vedere il mondo di un altro e aiutarlo a mediare?

Non ti sembra un po' estremo? Vuoi forse fondare "L'ordine dei mediatori scalzi"?!!

Sì, mi sembra un po' estremo "L'ordine dei mediatori scalzi" e comunque - se volessi farlo, ma non voglio - si creerebbe un nuovo schema. Non è quello che voglio fare.
Mi piacerebbe semplicemente poter condividere con gli altri, specificamente con gli associati di In Media, questi fantastici strumenti che ho scoperto praticando lo yoga
.

Nel presentare le tue lezioni abbiamo detto che avresti lavorato su alcuni aspetti peculiari dell'attività del mediatore.
Cosa vuol dire esattamente?

Partiamo, ad esempio, dall'ascolto attivo, una delle competenze imprescindibili per ogni mediatore. Come fai ad ascoltare chi è seduto al tuo tavolo di mediazione e, ancora prima, come fai ad ascoltare chiunque se non riesci ad ascoltare prima te stesso? Lo yoga e la meditazione ti aiutano ad ascoltare innanzitutto te stesso, partendo dal corpo, dalle sensazioni fisiche, diciamo dalla base.


E come?


Per ascoltare con compassione dobbiamo aprire il chakra del cuore che ognuno di noi ha, all'altezza del cuore. E' il chakra che fa da Mediatore tra il triangolo inferiore ed il triangolo superiore e quindi sta nel mezzo di tutti gli altri chakra. Ci sono esercizi specifici e meditazioni appropriate per aprirlo.

Il chakra del cuore è un po' come se fosse il nostro mediatore personale?

Esatto!

Il sottotitolo delle tue lezioni è: la tecnologia yoga al servizio della mediazione.
Alcuni hanno avuto da ridire rispetto a questo sottotitolo, forse fraintendono il significato di "tecnologia".

Sì, lo so.


Veramente questo mi sorprende. Dovremmo smettere di pensare che la mediazione avviene quando "hai fortuna" o quando "sei bravo perché dotato di una capacità innata ineffabile" e così via... Posto che se sei dotato di una capacita ineffabile dalla nascita è tanto meglio per te, dobbiamo secondo me abituarci a pensare diversamente e imparare a conoscere la tecnologia della pace, la tecnologia delle relazioni e via dicendo.
Diciamolo, è ora di finirla con l'idea che noi mediatori ci occupiamo del sesso degli angeli! 
Abbiamo o dovremmo avere una conoscenza tecnica (tecnologia) che ci guida nel nostro mediare, ed è proprio la corretta applicazione della tecnologia che, diciamo così, favorisce la "magia" della mediazione e anche la "fortuna".
Io non credo assolutamente nella fortuna, però credo nei detti popolari. "Aiutati che il ciel ti aiuta" secondo me è un detto che ha molto a che fare con la fortuna, la magia e l'applicazione della tecnologia, non credi?

 'Molto bene!  Molto bene!  Yeha'

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