Mediazione - abuso del diritto?

Facciamo il caso di un ipotetico convenuto in giudizio che, costiuendosi tempestivamente, eccepisca il mancato esperimento del tentativo di mediazione e chieda all'ipotetico Giudice di inviare le parti in mediazione, così come previsto dal D. Lgs. 28/2010,
Ipotizziamo quindi che le parti, inviate in mediazione dal Giudice si siedano al vostro tavolo.
Immaginiamo ora che l'ipotetico convenuto (quello che ha sollevato l'eccezione) dinnanzi a voi, mediatore, esordisca dicendo:
"Non ho nulla da dire." E più non favelli.
A nulla varrebbe ogni vostro tentativo di interlocuzione, l'ipotetico convenuto resterebbe silente facendo spallucce.
  • Quale sarebbe il risultato di un caso simile? 
  • Un verbale negativo per mancato accordo.
  • Risulterebbe in qualche modo all'esterno della mediazione, e significativamente all'ipotetico Giudice, la totale mancanza di cooperazione proprio di chi espressamente aveva chiesto la mediazione? 
  • No.
E' accettabile e finanche legittimo un simile atteggiamento?


Diversamente da quanto succede in altri ordinamenti dove si prevede espressamente che le parti al tavolo di mediazione debbano negoziare in buona fede, pena vedersi infliggere dal Giudice delegante pesanti sanzioni che negli Stati Uniti possono arrivare sino all'arresto, in Italia non è prevista alcuna sanzione.
Tuttavia, premesso che è chiaro e dichiarato senz'ombra di dubbio l'intento del Legislatore che introducendo la mediazione  ha come obiettivo quello di deflazionare il carico degli uffici giudiziari, snellendo e velocizzando i processi a beneficio di tutto il sistema giustizia e che quindi ogni atteggiamento dilatorio e defatigante è patentemente contrario allo spirito del Decreto 28, occorre aggiungere qualcos'altro.

Sicuramente di fronte ad un atteggiamento come quello ipotizzato il mediatore non può attualmente fare alcunché. Qualcuno ha suggerito di scrivere l'ora di chiusura del verbale un minuto dopo l'apertura dello stesso ("Oggi ad ore 10,00.............Il verbale viene chiuso ad ore 10,01"). In questo modo risulterebbe chiaro che non vi è stata nessuna discussione e sarebbe rispettata la realtà di fatto che il verbale rappresenta.
Purtroppo però questo rimedio non evidenzierebbe a chi è da attribuirsi la responsabilità per la mancata negoziazione, e poi: dobbiamo veramente ridurci ad inviare segnali steganografici ai magistrati?

Ricordiamo che il D. Lgs. 28 già prevede delle sanzioni per chi non si presenta in mediazione senza giustificato motivo e per chi abbia rifiutato una proposta che risulti poi essere conforme alla successiva sentenza del Giudice.  
Non dovrebbe prevedere il Legislatore anche un modo per prevenire l'abuso dello strumento della mediazione da parte di chi, chiedendo di essere inviato dal mediatore, utilizzi tale rinvio a proprio vantaggio e ad esclusivo dispendio di tempo?

Alcuni hanno osservato che, nel caso in cui il giudizio ipotetico di cui sopra rientrasse nell'alveo dell'applicabilità del 1° co. dell'art. 5 D. Lgs. 28/2010, ovvero se il tentativo di mediazione fosse previsto nel caso di specie come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, indipendentemente dall'eccezione sollevata dal convenuto, il Giudice rinvierebbe ugualmente le parti in mediazione e quindi non si tratterebbe affatto di un abuso del diritto.
Non sono d'accordo con questa osservazione, ma se pure lo fossi, cosa significherebbe?
Dovrebbe forse essere consentito a chiunque di spogliarsi della responsabilità di stare e agire tanto in giudizio come in mediazione secondo buona fede?

Il mio auspicio è che il Legislatore ponga presto mano al D. Lgs. 28/2010 onde rimediare a queste situazioni "ipotetiche" e incresciose che sviliscono l'istituto della mediazione a detrimento della mediazione stessa e di tutto il sistema giudiziario.

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