La Mediazione come Metodo


Ieri sera si è svolto a Milano, organizzato dall'Associazione In Media, il Mediaperitivo con Andrea Buzzi.
Questa volta, attraverso il racconto del Presidente della Fondazione Paracelso, abbiamo incontrato uno straordinario caso di mediazione.
La nascita della Fondazione e le vicende delle sue attività ci hanno fatto riflettere su alcuni capisaldi della mediazione:

  • guidare il processo di mediazione mantenendosi focalizzati sui bisogni, in maniera spregiudicata (senza pregiudizi)
  • non tentare di gestire a priori la complessità, ma viverla perché non è possibile evitarla
  • cogliere ogni opportunità, anche imprevista, offerta dal contesto, in modo da lasciare il progetto di mediazione aperto e mantenendo l’attenzione sui bisogni
  •  negoziare anche con i “grandi” senza assorbire i loro paradigmi – stare sempre concentrati sui bisogni
  • la mediazione come apprendimento, ovvero si impara da ciò che accade inaspettato, forse si può dire che si impara sorprendendosi.
Questi punti di riflessione ci paiono ancor più significativi se riflettiamo sui difetti tipici, sulle difficoltà maggiori che incontriamo in mediazione. Ecco alcuni esempi:

  • trovare la soluzione "giusta", invece della soluzione che soddisfa i bisogni (ovvero pensare che ci sia un "giusto" astratto e ovviamente anche uno "sbagliato"...)
  • considerare la mediazione e il progetto di mediazione come un programma con fasi predefinite, come se ci fosse una "procedura" da seguire, invece di obiettivi e criteri
  • essere esecutivi, invece che creativi cioè vivi
  • essere così concentrati nel trovare e far accettare una soluzione, da non vedere che possono esserci altre soluzioni; di nuovo, essere concentrati sulle soluzioni e non sui bisogni
  • credere che il proprio interlocutore sappia quali siano i suoi bisogni
  • agire come se la mediazione fosse un processo lineare, invece che circolare


Ciò che ho imparato dal racconto di Andrea Buzzi è che la forza della mediazione sta nel mantenere l'attenzione su tutto, alla luce dei bisogni. Se i bisogni non vengono soddisfatti, tanto vale abbandonare tutto, abbandonare il negoziato. Non vale mai la pena mediare sui bisogni, e non ha senso.
Come concentrarsi sui bisogni, imparare a farlo, è molto meno banale di quel che sembri e lo si impara solo vivendolo e condividendo questa esperienza come ha fatto Andrea Buzzi ieri sera.





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