Intrascrivibilità del Verbale di mediazione relativo al diritto di Usucapione

Tramite il Collega mediatore Giorgio Marzocchi ho ricevuto questa notizia:
"Il tribunale di Roma, sezione V civile con decreto di camera di consiglio n.
6563/2011 del 22 luglio scorso, dopo essere stato interpellato dalla
Conservatoria dei registri immobiliari di Roma, cui era stato chiesto di
effettuare la trascrizione di verbale di conciliazione in cui era stato
accertato l’acquisto per usucapione della proprietà o di altro diritto
reale, ha stabilito la sua *INTRASCRIVIBILITA’
.*



Il Tribunale ha ritenuto infatti che l’accordo fra le parti non produce
alcun effetto costitutivo, modificativo o estintivo di diritti reali,
consistendo in un negozio di mero accertamento, volto a rimuovere dubbi sui
presupposti stessi dell’usucapione. Fra l’altro, dice il Tribunale,
permettere tali trascrizioni potrebbe comportare una incertezza nei rapporti
giuridici cui l’istituto della trascrizione è preordinato.
Pertanto niente verbali dove si accertano usucapioni a meno che si sappia

che tale verbale non può essere trascritto"

Se questa interpretazione fosse confermata ci troveremmo di fronte ad una situazione paradossale

  • da un lato per proporre una causa in materia di usucapione (diritto reale compreso tra le materie "obbligatorie" del D. Lgs. 28/2010) è necessario esperire un tentativo di mediazione, pena l'erogazione da parte del giudice di pesanti sanzioni, 
  • dall'altro lato l'eventuale accordo che si dovesse raggiungere in mediazione risulterebbe inutilizzabile, se non come negozio di mero accertamento.

Mi domando anche come si comporterebbe un giudice che vedendosi assegnare una causa per usucapione per la quale non fosse stato previamente esperito il tentativo di mediazione obbligatoria, si vedesse costretto a rinviare le parti in mediazione, sapendo che le stesse parti dovranno tornare in ogni caso in Tribunale per ottenere una pronuncia giurisdizionale di usucapione.

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