Cos'è la mediazione

La mediazione è la ricerca di un punto di incontro tra due o più parti per il tramite della facilitazione di un terzo neutrale.
Questa è la mia definizione. 


L’accento è posto sulla “ricerca” perché per me la cosa più importante da sottolineare è che la mediazione è un processo, è in divenire, implica trasformazione e cambiamento. 

Prima di riflettere su questa definizione di mediazione, sgombriamo però il campo da ogni equivoco.
Quella che ho dato non è la definizione di mediazione secondo il legislatore italiano. Per la legge in Italia infatti la mediazione è " l'attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa." (D. Lgs. 28/2010)
E’ interessante notare come il Legislatore abbia fatto una scelta distinguendo l’attività della mediazione dal suo risultato che la legge chiama “conciliazione” ovvero "la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione”.

La scelta di distinguere “l’attività” dal “risultato” è invero assai condivisibile.

Infatti si ha mediazione anche quando non si raggiunge un accordo e, per converso, non è ovviamente più necessaria nessuna mediazione quando l’accordo è raggiunto, non è in moto nessun processo, nessuna trasformazione: gli interessi delle parti si cristallizzano in un accordo che è dunque esterno alla mediazione da cui scaturisce.
Anche la Model Law Uncitral del 2002 on International Commercial Conciliation punta sull’idea di “processo”: ““conciliation” means a process, whether referred to by the expression conciliation, mediation or an expression of similar import, whereby parties request a third person or persons (“the conciliator”) to assist them in their attempt to reach an amicable
settlement of their dispute arising out of or relating to a contractual or other
legal relationship. The conciliator does not have the authority to impose
upon the parties a solution to the dispute.”
E così la Direttiva CE 2008/52:  “per "mediazione" si intende un procedimento strutturato, indipendentemente dalla denominazione, dove due o più parti di una controversia tentano esse stesse, su base volontaria, di raggiungere un accordo sulla risoluzione della medesima con l’assistenza di un mediatore.

Torniamo ora alla definizione che ho dato all’inizio: La mediazione è la ricerca di un punto di incontro tra due o più parti per il tramite della facilitazione di un terzo neutrale.
Si ha un processo di mediazione ogni volta che si danno certi presupposti: 
  • due o più parti 
  • un terzo neutrale 
  • la facilitazione 
1) Due o più parti
Che le parti in mediazione debbano essere almeno due, sembra banale, ma è bene dirlo.
Infatti è utile riflettere sul fatto che la differenza delle parti (due o più) è data dalla differenza di posizioni e di interessi sui quali il mediatore deve lavorare; inoltre il tema del numero delle parti in mediazione, ci porta ad uno degli argomenti più difficili della mediazione stessa: i confini della mediazione. Come si stabiliscono? Chi deve partecipare alla mediazione? Che non deve esserne parte? Al tavolo della mediazione devono sedere tutti e solo tutti quelli che sono portatori di un interesse che contribuisce alla ricerca di una soluzione. Tutti, né uno di più, né uno di meno. Chi sono questi tutti? Chi siano, come si identifichino e per quale motivo si identifichino così, sarà oggetto di un altro post ma è bene essere avvertiti che se non si stabiliscono precisamente i confini della mediazione si possono creare situazioni ingestibili e dannose.
2) Un terzo neutrale
In alcuni testi si trova la definizione di mediazione come "negoziazione assistita". Assistita da chi? Da un terzo, da un soggetto diverso dalle parti e dai rispettivi consulenti che non ha interesse all'esito della disputa.Una breve riflessione solo per dire che il mediatore deve essere neutrale rispetto all'esito che come abbiamo già detto è esterno alla mediazione, ma non è affatto neutrale rispetto al processo della mediazione. 
Un mediatore sta dalla parte della mediazione.
3) La facilitazione
Il mediatore non decide, non giudica, non dà pareri né consigli, non "dice cosa pensa", il mediatore facilita la comunicazione e la negoziazione tra le parti.
La facilitazione è un concetto sintetico per esprimere un’abilità complessa che riunisce diverse competenze che, se sapientemente usate, possono condurre ad una comunicazione efficiente e ad una negoziazione proficua per tutte le parti coinvolte.

Ho letto una definizione di Michael Leathes che mi piace molto: Mediation is Consensus facilitated by a third neutral person. Ha il pregio della sintesi e della chiarezza, anche se difetta nel senso che la definizione della mediazione come consensus non fa percepire il processo ed il cambiamento della mediazione.

Nessun commento:

Posta un commento